Le apparizioni di Lourdes: il messaggio di fede che continua a parlare al cuore dei pellegrini

Lourdes non è solo un luogo geografico, ma un segno vivo della presenza di Dio nella storia. Qui, nel 1858, la Vergine Maria scelse una giovane ragazza, Bernadette Soubirous, per consegnare al mondo un messaggio di conversione, preghiera e speranza.
Da quelle diciotto apparizioni, avvenute alla Grotta di Massabielle, si è diffuso un fiume di grazia che ancora oggi attira milioni di pellegrini da ogni parte del mondo. Anche la nostra Unitalsi sottosezione di Treviso vive ogni anno questa esperienza di fede, condividendo con malati, volontari e amici il cammino verso la sorgente di Lourdes, con un pellegrinaggio dove l’amore si fa servizio e la fragilità diventa incontro.

Nel testo che segue, il nostro Assistente Spirituale don Antonio Guidolin, ci accompagna alla riscoperta di ogni apparizione, raccontandone la storia e offrendo una riflessione spirituale che ci aiuta a comprendere come il messaggio di Maria continui a illuminare la nostra vita quotidiana e la missione dell’Unitalsi.

1a apparizione a Lourdes – 11 febbraio 1858

L’11 febbraio 1858 è giovedì grasso. A Lourdes c’è una fitta nebbia, ma senza pioggia. In casa Soubirous manca la legna. Bernardette convince la mamma a lasciarla andare, con la sorella e un’amica, a raccoglierne un po’ presso la discarica di Massabielle. In quel posto vi si getta un po’ di tutto, si portano anche a bruciare le bende infette dell’ospedale e vi si pascolano i maiali. Mentre le due compagne hanno già attraversato l’acqua che scorre davanti alla grotta, Benedette si ferma a togliersi gli zoccoli e le calze. È allora che la ragazza avverte il rumore come di un colpo di vento. Alza gli occhi per vedere, ma tutto è immobile. Mentre continua a scalzarsi avverte nuovamente lo stesso rumore. Questa volta volgendo lo sguardo alla grotta scorge una signora vestita di bianco, con una cintura azzurra e una rosa gialla su ogni piede. Bernadette si stropiccia gli occhi, ma l’immagine è sempre lì. Presa da timore afferra la corona che aveva in tasca, ma non riesce a portare la mano alla fronte per farsi il segno di croce. Allora la signora prende a sua volta la corona che ha al braccio e fa il segno della croce. Solo allora Bernardette riesce a farlo anche lei e così recita il rosario con la bella signora che fa scorrere i grani senza però muovere le labbra. Alla fine fa cenno a Bernadette di avvicinarsi, ma la ragazza non osa farlo. Allora la bianca signora scompare improvvisamente.

Così iniziarono gli incontri di Bernardette con la Vergine Maria: in un luogo misero e sporco, in una mattina umida e fredda, in un giorno di carnevale. Non c’è un tempo più adatto di un altro per avviare il dialogo con il cielo. Il cielo, simbolo del mistero di Dio, si apre su qualunque situazione umana e talvolta è proprio nel disagio più profondo che si può avvertire quanto Il Signore e la Vergine Maria sanno farsi vicini. C’è una presenza misteriosa, ma viva, che coordina tutto ciò, quel “colpo di vento” che ci ricorda l’azione della Spirito Santo, che soffia quando e dove vuole.

Il Signore ci conceda di avvertire nella nostra vita i “colpi di vento” dello Spirito che ci avvertono come la nostra vita è guidata e sorretta da quell’infinito amore di Dio, in cui vive in pienezza la piccola Maria di Nazareth, nostra madre e sorella.

2a apparizione a Lourdes – 14 febbraio 1858

14 febbraio, ultima domenica di carnevale. Bernadette si sente spinta da una forza interiore a ritornare alla grotta. Ci va dopo la Messa con altre due compagne, strappando il permesso alla mamma che non vorrebbe. Bernadette è dubbiosa su chi sia veramente quella Signore vestita di bianco, porta allora con sé una bottiglietta di acqua santa. Giunta sul posto, all’apparire della Signora comincia a gettarle l’acqua benedetta dicendole di restare se nel caso venisse da Dio, altrimenti di andarsene. Bernadette racconta: “Ella mi sorrideva e chinava la testa. Più io l’aspergevo e più ella sorrideva e chinava la testa”. Intanto, tra le compagne di Bernardette, c’è chi pensa di farle un scherzo pesante, facendo rotolare dall’alto della grotta una grosso sasso che finisce nel fiume Gave. Bernadette rimane immobile nel generale spavento, non risponde. Tentano di farla alzare ma è pesante come un macigno. Ci vuole uno sforzo grande per portarla in una casa vicina. Nel frattempo si è radunata molta gente e giunge tutta allarmata anche la mamma che la rimprovera duramente e la conduce a casa.

Sono gli ultimi giorni di carnevale, e il parroco di Lourdes da qualche tempo aveva cercato invano dei predicatori per le “missioni popolari” da vivere in parrocchia, su invito del vescovo, durante la vicina Quaresima. Ma né lui, né il vescovo, né altri avrebbero immaginato che il cielo stesso stesse invece preparando il più grande quaresimale della storia, predicato dalla Madre di Dio in persona.

Dio non smette mai d’essere il Dio della sorprese, e non dei calcoli umani. Non ha tempi e luoghi favorevoli o privilegiati per iniziare le sue avventure d’amore con ciascuno di noi e con tutta l’umanità.

3a apparizione a Lourdes – 18 febbraio 1858

È già passata una settimana dall’11 febbraio, è ancora un giovedì, il giorno d’inizio della quaresima con il mercoledì delle ceneri. La Madre di Gesù ha voluto lasciare il posto al Figlio, ora però ritorna a guidare Bernardette e tutti noi nel gran cammino quaresimale. Quel giorno Bernardette si reca alla grotta portando con sé carta, penna e calamaio per poter chiedere, su suggerimento di alcune persone, che quella taciturna signora voglia scrivere il suo nome. Al suo apparire Bernadette le domanda: “Mi vuole scrivere il suo nome , per favore?”. La Signora si mette a sorridere e risponde: “Non è necessario”. Sono queste le prime parole rivolte alla veggente, a cui segue un invito: “Volete avere la bontà di venire qui per quindici giorni?” Alla risposta positiva di Bernadette la bianca figura aggiunge: “Non vi prometto la felicità in questi mondo, ma nell’altro” e scompare.

Non è necessario”. Quanta sapienza in queste prime parole che la Vergine dona a Bernadette e a tutti noi! Vi si coglie il richiamo a considerare ciò che è veramente necessario nella vita. Anche la nostra stessa religiosità può essere appesantita da tante cose che non contano, ma soddisfano solamente curiosità ed emozioni passeggere.

Bernadette dirà di essere rimasta stupita nel sentirsi dare del “voi” dalla Bianca Signora. È questo un segno di rispetto verso quella povera ragazza che non gode di buona fama in paese a causa della sua famiglia così misera. La meraviglia è ancora più grande perché la piccola Soubirous avverte su di sé uno sguardo amorevole e un parlare dolce, per cui confesserà “La santa Vergine mi guardava come una persona che guarda da un’altra persona”. Quello sguardo le faceva sentire d’essere viva e importante per qualcuno. Noi viviamo grazie allo sguardo buono di altri.

Maria non comanda, chiede la disponibilità di Bernardette a venire per quindici giorni. A ciascuno è chiesta una risposta libera e che nasce dall’amore. La promessa sarà quella della gioia delle beatitudini, che è tale anche se ora si è nel dolore, ma tutto avrà una pienezza di felicità nella vita oltre la morte.

4a apparizione a Lourdes – 19 febbraio 1858

Bernadette si reca alla grotta accompagnata, questa volta, dalla mamma che fino a ieri glielo aveva proibito, e con la zia Bernarda, assieme ad altre poche persone. C’è però una piccola novità: Bernadette porta alla grotta un cero. D’ora in poi lo porterà sempre ogni volta che tornerà alla grotta. L’apparizione è breve, non supera il quarto d’ora e non vi è nessun messaggio. Un incontro silenzioso.

Non è di poco conto però quel particolare del cero acceso, portato dalla piccola veggente. È, infatti, da questo gesto che a Lourdes è nata l’abitudine di accendere ceri davanti alla grotta. Il cero di Bernardette è il primo di una miriade di candele che sarebbe state accese da milioni di pellegrini. Quando poi si vorrà, da parte delle forza dell’ordine, impedire che le candele siano poste davanti alla grotta ci fu chi suggerì: “Fatele girare”. Nacque così la processione “aux flambeaux” che a Lourdes illumina ogni sera la preghiera del rosario.

Gesù aveva detto di sé: “Io sono la luce del mondo”, ma a anche “Voi siete la luce del modo”. Illuminati da Cristo, portatori della fiamma viva del suo amore, accesa per sempre in noi dal battesimo, siamo chiamati ad essere portatori di luce nella notte del mondo.

La giovane Bernadette Soubirous inginocchiata con una cero acceso in mano davanti a una figura luminosa vestita di bianco nella grotta di Lourdes.

5a apparizione a Lourdes – 20 febbraio 1858

È ancora buio quando tra le sei e le sette Bernadette scende il sentiero che la porta alla grotta. Ci sono quasi trenta persone che l’attendono. È ormai un quarto d’ora che Bernadette è in ginocchio, quando il suo viso si volge alla grotta. “Adesso vede” mormora chi le è vicino. Un quarto d’ora dopo, un ultimo saluto, un velo di tristezza sul volto, Bernardette si alza. L’apparizione è terminata. Tutti si stringono attorno a lei, vogliono sapere. La ragazza non ha nulla da dire, se non che ha visto quella là (aquerò), quella signora vestita di bianco che sorride e la saluta. Tutto qui…

Ci sono incontri nella preghiera che avvengono nel segno della semplicità. Non servono parole, riti particolari. È uno stare silenziosi alla presenza del mistero di Dio.

6a apparizione a Lourdes – 21 febbraio 1858

È domenica, la prima di Quaresima. Bernadette arriva alla grotta quando è ancora buio, nella speranza di poter evitare i curiosi, ma c’è già un centinaio di persone in attesa. Non accadde nulla di particolare: la recita del rosario come sempre, gli occhi della ragazza fissi alla grotta, l’estasi e poi il ritorno alla normalità.

Due fatti importanti in quel giorno: l’incontro con il vicario parrocchiale padre Penè e il primo interrogatorio del commissionario Giacomet.

Il vicario racconterà d’essere rimasto colpito dall’atteggiamento modesto, semplice e naturale di Bernadette. Da una parte si rendeva conto della sua incapacità di mentire, dall’altra faticava a credere alla verità dell’apparizione.

Il commissario Giacomet tende inutilmente alla ragazza delle domande trabocchetto per farla cadere in contraddizione. La calma, la lucidità e la coerenza di Bernadette lo irritano. Vuole obbligarla a non andare più alla grotta, ma Bernardette ribatte: “Ho promesso di andarci per quindici giorni“.

Ancora un grande silenzio caratterizza queste prime apparizioni. Ma è il silenzio che prepara l’ascolto delle parole importanti che presto risuoneranno a Massabielle.

7a apparizione a Lourdes – 23 febbraio 1858

Martedì 23 febbraio. Non sono ancora le sei. Questa volta la bianca Signora è fedele all’appuntamento. Attorno alla grotta oltre un centinaio di persone. Tra queste si notano alcuni uomini di cultura, che avranno un posto importante nella storia delle apparizioni. In particolare Gian Battista Estrade, esattore delle imposte, uomo molto stimato in paese. “Vi ero andato scettico e sono ritornato credente” dirà Estrade dopo aver visto Bernadette in estasi. “Bernadette non era più Bernadette. I suoi movimenti erano semplici, spontanei, ma i suoi occhi divennero brillanti. Un sorriso serafico apparve sulle sue labbra. Una bellezza indescrivibile avvolse tutta la sua persona”.

L’altra significativa presenza fu quella del dottor Antonio Dozous, medico e scienziato naturalista, il cui ateismo era noto. Si mette accanto a Bernadette con lo scopo di osservarla, controllarla e smascherare in nome della scienza tutta quella montatura. Il suo racconto annuncia, però, già quello che sarà il suo cammino di conversione d fede. Dice Dozous: “Nulla che indicasse nella ragazza una sovraeccitazione nervosa…” Il medico è scettico, eppure qualcosa lo ha toccato: “Le due grosse lacrime che caddero dagli occhi sulle guance di Bernadette al termine dell’apparizione

L’incontro con il mistero di Dio non è frutto di parole o discorsi, avviene il più delle volte grazie a gesti, azioni, anche semplici, ma illuminati da una Presenza. Anche un sorriso o delle lacrime rivelano il mistero.

8a apparizione a Lourdes – 24 febbraio 1858

Il mercoledì 24 febbraio segna una tappa importante nella storia delle apparizioni. La bianca Signora parla per la seconda volta. Quando Bernadette arriva alla grotta ad attenderla c’è già una folla di trecento persone. Inizia la recita del rosario, ma non giunge alla fine della prima decina che i suoi occhi restano aperti immobili, le labbra si aprono al sorriso. Sul suo volto appaiono segni di approvazione e poi di tristezza. I presenti la vedono avanzare di alcuni passi verso la grotta, poi si mette a camminare in ginocchio verso il fondo della grotta baciando la terra di tanto in tanto. Viene bruscamente interrotta dal grido di sua zia Lucilla che vedendola così cade svenuta e l’apparizione scompare.

Chiedono subito a Bernardette: “La signora ti ha parlato?”: La ragazza si meraviglia, perché pensa che tutti l’abbiano udita. Risponde: “Oggi aquerò ha pronunciato una nuova parola: “Penitenza”! Poi ha aggiunto “Pregherete per la conversione dei peccatori?” E ho risposto di “sì”. A chi poi le chiede se la Signora avesse parlato in francese o in dialetto, Bernardette risponde: “Ma cosa volete che mi parli in francese? Che forse io so il francese? Ella mi ha parlato in dialetto, e mi dà del voi

La tristezza che appare sul volto di Bernadette riflette la tristezza della Vergine che soffre per la lontananza dei suoi figli da Dio. In seguito Bernardette dirà che la Signora non era arrabbiata quando parlava dei peccatori, ma profondamente triste.

Si fa sempre più chiaro il messaggio di Lourdes, l’invito accorato di una madre ai suoi figli di cambiare vita per tornare a Dio, e l’invito altrettanto forte ha sentito a tutti perché ci sentiamo responsabili di chi vive nel male. Una responsabilità che diventa preghiera di intercessione.

9a apparizione a Lourdes – 25 febbraio 1858

La giovane Bernadette Soubirous inginocchiata alla sorgente della grotta di Lourdes mentre beve l’acqua, osservata da una figura luminosa vestita di bianco.

Quella mattina piove, fa freddo, ma alla grotta ci sono già più di trecento persone. Bernadette poco dopo il suo arrivo comincia a compiere gesti strani. Se ieri camminava in ginocchio e baciava la terra, ora si toglie il cappuccio di lana e camminando sempre sulle ginocchia va verso il fiume. Poi si volta e risale fino al fondo della grotta. Scava nel fango finché non raccoglie dell’acqua sporca che porta alla bocca, riuscendo a berla solo alla quarta volta. La faccia è una maschera di fango, poi esce dalla grotta e mangia un po’ di erba che lì cresce.

La folla è imbarazzata e l’unico commento è : “Questa ragazza è diventata pazza!” Di ritorno a casa racconta che la Signora le aveva detto: “Andate a bere alla sorgente e lavatevi! Mangiate di quell’erba che trovate là

A Lourdes bere l’acqua, lavarsi il volto o l’immersione nella piscina, non sono atti magici, ma segni di quella purificazione che il Signore può operare in ciascuno. Quell’acqua che sgorga ai piedi della roccia è segno di Colui che disse : “Io sono l’acqua viva”, L’uso interno dell’acqua assunta per bere, ci ricorda che Dio è sorgente di vita. In noi scorre la sua vira. L’uso esterno dell’acqua nel lavarsi il volto ci parla della purificazione che l’amore di Dio opera nella nostra vita, quando ci accostiamo a lui peccatori pentiti.

10a apparizione a Lourdes – 27 febbraio 1858

Dopo l’apparizione del 25 febbraio, il giorno seguente Bernadette ritorna alla Grotta, ma per la seconda volta la Signora non appare. Perché ancora un appuntamento mancato? “Che cosa le ho fatto?”, si chiede amareggiata la piccola veggente. Bernardette è chiamata a vivere quello che tanti santi hanno vissuto: il silenziò di Dio, quello che Gesù stesso conobbe sulla croce, quando chiese al Padre perché lo avesse “abbandonato”.

Ma non per questa delusione Bernardette rompe la promessa di recarsi alla grotta per quindici volte. Ci ritorna allora la mattina del 27 febbraio. La Bianca Signora questa volta appare. Bernadette ripete i gesti del giorno 25, cammina sulle ginocchia, bacia la terra, si lava il volto. Nessuna parola viene pronunciata durante l’apparizione. Per la piccola Soubirous ciò che conta è la fedeltà; che ci siano o non ci siano segni particolari lei vive la fedeltà a ciò che ha promesso.

Maria, aiutaci a dire sì al Padre, nelle più piccole cose, come nelle più grandi, imitando la tua completa disponibilità alla volontà di Dio. Per tua intercessione, sul tuo esempio, ti chiediamo di aiutarci a percorrere la tua stessa strada” (Palmiro Delalio)

11a apparizione a Lourdes – 28 febbraio 1858

Ancora nulla di particolare in questa undicesima apparizione di domenica 28 febbraio, a parte l’aumentare della folla che vede oltre 1.100 persone presenti. Bernadette inizia il rosario e compie i soliti gesti penitenziali di baciare più volte la terra. È una novità, invece, la presenza del comandante della gendarmeria di Tarbes. Le autorità sono inquiete di fronte a ciò che potrebbe accadere il prossino giovedì, ultimo giorno della quindicina delle apparizioni. Anche le autorità di Lourdes sono preoccupate. La grotta di Massabielle e una povera ragazzina hanno messo in subbuglio tutta la zona.

Chi vive una profonda esperienza spirituale, come Bernadette, scopre che essa non è fatta di continui fatti spettacolari o di sempre nuove emozioni. C’è una quotidianità, fatta di gesti e azioni umili e ripetuti, anche quando si vive intensamente il mistero di Dio.

12a apparizione a Lourdes – 1 marzo 1858

Oggi, 1 marzo, un record di affluenza alla grotta, più di 1500 persone. Bernadette continua, come nei giorni scorsi, con i gesti penitenziali del bacio della terra e dell’acqua da bere e con cui lavarsi. Un fatto però suscita stupore. Bernadette ha ricevuto da una persona malata un rosario e lo tiene in tasca insieme al suo. Quando la Signora appare, Bernadette istintivamente prende il rosario che ha in tasca, ma senza rendersi conto d’aver preso quello della malata. “Aquerò” appare contrariata, e fa un cenno alla veggente che riprende il rosario che è suo, e glielo mostra alzando la mano con la corona verso la grotta.

All’apparizione è presente per la prima e unica volta un sacerdote. Il Vescovo aveva, infatti, proibito ai preti di recarsi nel luogo delle presunte apparizioni, ma l’abbè Antonio Dezirat, non essendo di quella diocesi, pensava d’esserne dispensato. Si fermò solo un quarto d’ora, rimanendone molto impressionato. Quando però i preti lo sentirono raccontare ciò che aveva visto, non seppero trattenere un’allegra risata.

Nella notte di quel 1 marzo, presa da improvvisa ispirazione, una donna, Caterina Latapie, si era alzata alle tre del mattino. Madre di quattro figli aveva una mano invalida per un incidente occorso due anni prima. Ora si trovava nuovamente incinta e ormai prossima, di poche ore, al parto. Con due dei suoi bambini giunse all’alba alla grotta e immerse nell’acqua la mano che immediatamente guarì. È la prima guarigione che la Chiesa riconoscerà avvenuta a Lourdes. Tornata a casa Caterina diede alla luce il quinto figlio che chiamerà Giovan Battista e che un giorno diverrà sacerdote.

Lourdes continua a parlare con l’umiltà dei suoi segni: il povero rosario di una ragazzina, ma che Maria ama perché è il suo, quello che usa per pregarla con tutto il suo cuore. L’umile gesto di una mamma che prima di immergere la mano paralizzata nella sorgente l’aveva già immersa nella fiducia che a Dio nulla è impossibile.

13a apparizione a Lourdes – 2 marzo 1858

Il martedì 2 marzo 1858 resterà un giorno importante nelle apparizioni di Lourdes. Quando quel mattino Bernadette giunge alla grotta trova già 1650 persone ad attenderla. Oltre ai soliti gesti penitenziali di baciare la terra e di bere, la piccola Veggente si ferma in conversazione con l’apparizione vicino alla grotta. Prima ride, poi si fa seria. Alla fine a chi le chiede che cosa le ha detto la Signora, risponde in fretta : “Di andare a dire ai preti che si venga qui un processione”. Poi se ne parte svelta per fermarsi dall’abbè Pomian, che la intimidisce meno del parroco, ma il confessore rimane diffidente. La ragazza raggiunge allora la canonica, dove il parroco l’abbè Peyramal è già stato informato da alcune donne di ciò che avrebbe detto quella Signora. Ora Bernadette è davanti a lui a porgli la richiesta: “Signor curato, Aquerò chiede che si venga in processione alla grotta”. La collera del parroco esplode: “Bugiarda! Come vuoi che io ordini una processione?” Bernadette si ritira, ma poi verso sera ritorna sui suoi passi perché si è dimenticata di comunicare l’altra richiesta della Signora. Al parroco dice: “Signor curato, Aquerò mi ha detto: “Andate a dire ai preti di far costruire qui una cappella… anche piccola”. Ma quest’ultima nota è un’aggiunta della ragazza che teme il parroco, il quale stizzito le risponde: “Se dice il suo nome e fa fiorire il roseto, le costruiremo una cappella, e sarà grande

Dopo l’iniziale richiesta a Bernadette di venire qui per quindici giorni, questa seconda richiesta della Signore è per i sacerdoti. Maria ha scelto una semplice ragazza, una donna, una laica, per ricordarci che tutti siamo chiamati a svolgere il nostro compito nella Chiesa, tutti abbiamo la nostra voce da far sentire. Tutti nella Chiesa siamo missionari, ciascuno nel posto che il Signore gli ha assegnato.

14a apparizione a Lourdes- 3 marzo 1858

La mattina del 3 marzo almeno 4000 persone si sono già riunite da tempo lungo il fiume e sulla roccia della grotta. Giunge Bernadette, ma i curiosi rimangono delusi, la veggente non va in estasi. La Signora non appare. La notizia viene, invece, accolta con gioia dalle autorità che vi vedono sia il segno di una stupida storia che sta per finire.

Bernadette amareggiata, con il cuore pesante, se ne va a scuola, ma al termine delle lezioni avverte nel suo intimo la “forza irresistibile” delle altre volte. Ritorna alla grotta, si mette in ginocchio, prende la sua corona e vede l’apparizione. La bianca Signora la invita a ritornare dal parroco con la richiesta del giorno precedente: si costruisca qui una chiesa.

Nel frattempo il curato è andato a Tarces per consultarsi con un prete di sua fiducia, perché avverte che Bernardette non sta mentendo. Se ne ritorna pensoso quando alla sera vede arrivare la piccola Soubirous che gli rinnova la richiesta di Aquerò. “Piccola mia, ti ripeto – risponde l’abbè Peyramal – se questa signora desidera veramente la cappella dica il suo nome e faccia fiorire il roseto”, Bernadette rimane meravigliata del cambiamento avvenuto nel parroco che non sembra più così diffidente e non è più l’uragano del giorno prima.

Bernadette, la tua fede è cresciuta nella Chiesa. Chiesa è stata innanzitutto la tua famiglia, la tua parrocchia, poi la tua comunità religiosa. Coraggiosamente sei andata a dire ai preti di fare una processione, di costruire una cappella. Ispirami lo stesso amore per la Chiesa, fa’ che io abbia fiducia in lei e che porti il mio contributo. Signore, fa’ che io risponda alla mia vocazione con la stessa semplicità e la stessa generosità di Bernadette” (Jacques Perrier, vescovo emerito di Lourdes)

15a apparizione a Lourdes – 4 marzo 1858

Giovedì 4 marzo, è il quindicesimo appuntamento con la Bianca Signora. Sono presenti circa 8.000 persone. Attendono un miracolo al termine della quindicina. Verso le 7 arriva Bernadette; come al solito accende il cero, si fa il segno di croce e inizia il rosario. Alla terza Ave Maria della seconda decina comincia l’estasi. Come nelle altre volte, sorrisi, gioia, tristezza si alternano sul suo volto. Infine uno sguardo lungo e pieno di nostalgia verso la nicchia della grotta. Poi, il ritorno in sé stessa, alla fine dell’apparizione. Spegne il cero e in silenzio lascia la grotta. Sono circa le 8. L’apparizione è durata complessivamente 50 minuti. È stata la più lunga delle 15. Silenzio e delusione regnano tra la gente. Il più contento sembra essere il commissario Jacomet, che ha preso nota di quanto è avvenuto.

Le apparizioni di Lourdes conoscono tempi di lunghi silenzi, talora addirittura di assenze, perché la Signora non viene. Bernadette non lo sa ancora, ma passeranno alcune settimana prima che Aquerò si faccia nuovamente vedere. È importante per noi questa scuola di vita spirituale, per imparare ad accettare i tempi di Dio, a non voler tenere tutto sotto controllo, a non pretendere segni a nostro comando.

16a apparizione a Lourdes – 25 marzo 1858

Alle prime ore del giovedì 25 marzo festa dell’annunciazione, Bernadette si sente spinta ad andare alla grotta. Quando vede la signora le chiede: “Signorina, volete avere la bontà di dirmi chi siete ? “Aquerò” sorride e non risponde, per altre due volte Bernadette rinnova domanda. Alla quarta volta “Aquerò” non ride più. Le sue mani giunte si aprono e si tendono verso la terra, poi congiunge le mani all’altezza del petto: alza gli occhi al cielo e dice QUE SOY ERA IMMACULADA CONCEPCIOU (SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE)

Bernadette si affretta di corsa verso la canonica ripetendo le parole che non vuole dimenticare. Si sottrae alle domande della gente e continua a ripetere: “Immacolada Concepciou… Immaculada… Concepciou…” Arriva in canonica e grida al curato : “Io sono l’immacolata concezione…” L’Abbè Peyramale vacilla sotto lo choc, e si affretta a dire: “Piccola orgogliosa, sei tu l’Immacolata Concezione…?” No – ribatte Berendette – Aquerò ha detto… io sono l’Immacolata Concezione”. “Una signora non può portare questo nome! – risponde il parroco – Ti sbagli! Sai che cosa vuol dire? Bernadette scuote il capo… “Allora come puoi parlare in questo modo, se non hai capito?”, “Ho ripetuto quelle parole per tutta la strada…” risponde la veggente. Il curato sente che ogni collera lo abbandona… trattiene i singhiozzi. Bernadette gli dice: “Vuole sempre la cappella”.

Il Curato : “Torna a casa , ti vedrò un altro giorno”.

Il parroco scosso si mette a tavolino per scrivere subito al Vescovo…

Lui sa che quattro anni prima Pio IX, l’8 dicembre 1854, aveva proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria… Ora Maria è venuta a porre la firma del cielo!

Bernadetta non lo sa… non capisce ciò che “Aquerò” le ha detto. Tornando a casa trova Estrade a cui racconta ciò che è accaduto… L’esattore è colto da grande stupore, e spiega a Bernadetta il significato : “Bernadette, si tratta della Santa Vergine… Colei che tu vedi, non è una Aquerò (quella cosa)… è la Madonna… quello che hai ascoltato è il suo nome”.

Come Maria a Nazareth, Bernadette “conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”, la sua vita continuerà ordinaria come prima.

Raffigurazione della grotta di Lourdes con una figura luminosa in piedi, la Beata Vergine Maria, e una giovane inginocchiata, Bernadette Soubirous in preghiera con il rosario.

17a apparizione a Lourdes – 7 aprile 1858

Sono passati più di dieci giorni dall’ultima apparizione, il 25 marzo. Bernadette avverte la spinta interiore a ritornare nuovamente alla grotta. Ora se che quella bianca signora è la Vergine Maria. È il mattino del 7 aprile, mercoledì dopo Pasqua. Bernadette porta con sé un grosso cero che posa a terra tenendolo all’altezza del petto. Tra la folla si fa largo il medico, dottor Dozous. Vuol studiare il fatto religioso che si compie in quel luogo. Tra i presenti comincia a serpeggiare ad un certo punto un’agitazione: “Guardate come la fiamma esce dalla mani”. Attraverso le dita socchiuse la fiamma rischiara di luce viva le palme incurvate. A molti sembra che la fiamma debba bruciarle, c’è chi vorrebbe intervenire. “Lasciate” ordina il dottor Dozous. Non credendo ai propri occhi si concentra sul fenomeno. Vede bene anch’egli la fiamma passare tra le dita, come attraverso una griglia. Quanto dura? Dieci minuti dirà il dottore che guarda l’orologio. Quando termina l’estasi Dozous prende le mani della veggente, le gire e le rigira… ”Non c’è nulla, nessuna bruciatura”, “Io non so che cosa hai visto” aggiunge il medico sconvolto, “ma adesso credo che tu vedi qualcosa”, “Adesso ci credo!” confessa , e da quel giorno propaga il miracolo con quella forza che gli è tipica.

Che senso può avere un tale miracolo? Avvenuto nei giorni della Resurrezione del Signore annuncia che il nostro corpo non è destinato all’estinzione, ma alla trasformazione. Un segno lo abbiamo nel corpo incorrotto di Bernadette conservato a Nevers.

18a e ultima apparizione a Lourdes – 16 luglio 1858

Da quel 7 aprile, mercoledì di Pasqua, in cui il cero arse per dieci minuti nella mano di Bernadette senza bruciarla, sono passati ormai tre mesi. Tutto sembra aver avuto termine. La piccola veggente è tornata nell’ombra, non va più alla grotta, neppure il 3 giugno giorno della sua prima comunione. Intanto il commissario ha fatto innalzare le barricate, perché la gente non si avvicini al luogo delle apparizioni.

Ma il venerdì 16 luglio, festa della Madonna del Monte Carmelo, Bernadette percepisce una spinta interiore come da tempo non le accadeva. Si sente spinta ad andare alla grotta di Massabielle. Ma come arrivare in quel luogo proibito? Attende che scenda il sole, e verso le otto di sera, con sole tre compagne, senza avvisare nessuno, si porta, non sulla riva sinistra del fiume Gave, luogo proibito, ma all’opposto sulla riva destra.

Bernadette si inginocchia. Dopo alcune “Ave Maria” le mani giunte si allargano in saluto di gioiosa sorpresa. L’estasi durerà solo un quarto d’ora. Al termine, subito le compagne le chiedono che cosa ha visto: “Io non vedevo nulla – risponde Bernardette – né la barriera, né il Gave. Mi sembrava d’essere davanti alla grotta come le altre volte. Vedevo soltanto la vergine. Mai l’ho vista così bella!”. È stata l’ultima volta, non rivedrà più la bianca Signora. Un saluto silenzioso, tutto solo per lei. Ora riprenderà la sua vita normale, il suo quotidiano cammino di fede.

Tra tutte le apparizioni di Lourdes quest’ultima è forse la più nostra, quella che più ci parla. Anche noi siamo come Bernadette lontani dalla Grotta, nella sera di tante nostre ore oscure. Eppure Maria è vicina a noi, la possiamo percepire in tutta la sua bellezza che ci illumina.